Fondi Unione Europea

12 regole per i fondi UE

Ogni tanto l’Unione Europea pubblica una guida per aiutare i principianti (e non solo) a districarsi nel mare magnum che sono i fondi UE.

In genere, tali guide contengono consigli utili e suggerimenti pratici per coloro che desiderano richiedere finanziamenti UE. La Commissione le pubblica perché si augura che l’accesso ai fondi dell’UE possa divenire più facile, grazie ai programmi UE semplificati e migliorati e alle norme finanziarie agevolate.

Senza entrare nel merito delle ultime guide, abbiamo cercato di sintetizzare la nostra esperienza in questi dodici consigli per chi vuole presentare progetti da finanziare con fondi UE.

Dodici consigli sui fondi UE

1. Verificare sempre a quali istituzioni bisogna inviare la richiesta o la proposta.

Dato che la maggior parte del bilancio UE è gestita a livello nazionale, le valutazioni, i controlli e le verifiche periodiche sono effettuati dai vari governi nazionali o da entità a loro sottoposte (es. Regioni). Inoltre, una piccola parte del bilancio UE, assegnata a programmi attuati dall’ONU o dalla Croce Rossa, ad esempio, ed è gestita da paesi non UE e organizzazioni internazionali.

Infine vi sono fondi UE gestiti direttamente da stati non-membro, quali ad esempio i fondi IPA per le nazioni in fase di pre-accesso alla UE.

2. Molti fondi dell’UE sono gestiti a livello nazionale attraverso organismi nazionali, regionali e locali.

Questi organismi possono anche fornire informazioni e supporto, inoltre a volte possono anche partecipare come parte interessata in altri progetti (sempre finanziati dalla UE). E’ quindi importante vedere l’Ente a cui ci si rivolge più come un partner che come un antagonista o un semplice burocrate.

3. Alcuni fondi UE, tuttavia, sono gestiti direttamente dall’Unione Europea.

Esistono diverse pagine Web dedicate a sovvenzioni, appalti pubblici e altre opportunità di finanziamento dell’UE gestite da istituzioni e organismi dell’UE. Grazie a questi portali Web è possibile sia avere notizie aggiornate sui bandi aperti, sia presentare domande per parteciparvi.

4. Preparare una proposta dettagliata e completa

Se si sta richiedendo un finanziamento dell’Unione Europea a fondo perduto o a tasso agevolato, è importante: descrivere bene l’idea, identificare i costi in maniera chiara, descrivere l’evoluzione in termini economici (business plan) e strategici (posizionamento sul mercato dove si vuole operare), facendo capire che si ha chiaro cosa si vuole fare e quali vantaggi si trarranno.

5. Trarre ispirazione dallo Strumento di Bilancio dell’UE.

Questo strumento (accessibile al link dell’EU Budget Tool) consente di esaminare progetti in tutta Europa in tutti i campi: dallo sviluppo regionale, agli aiuti umanitari, all’occupazione, all’ambiente, alla ricerca e all’istruzione. Lo strumento può fungere da fonte di ispirazione e come raccolta di buone pratiche. Può anche fornire esempi di come l’UE possa davvero dare slancio al proprio progetto, oltre ad indicare le direttrici strategiche, nazione per nazione.

6. Trovare tutti i bandi di gara della Commissione, in particolare quelli per il procurement.

È possibile trovare i bandi di gara della Commissione sul portale web dell’UE cercando nelle varie pagine delle diverse direzioni generali. Si possono trovare anche nel database TED-Tenders Electronic Daily (ma in questo caso si tratta di gare per il procurement e non fondi UE di finanziamento a fondo perduto o tasso agevolato)..

7. Effettuare una solida analisi dei rischi

L’ideale sarebbe un’analisi SWOT dettagliata ma, spesso, lo spazio è tiranno. Si può ripiegare su un’analisi dei rischi sintetica ma che faccia capire bene a chi valuterà la proposta: a) che si hanno chiari i rischi; b) che si è pronti ad affrontarli.

8. Semplificazioni per le proposte di importo non elevato.

Gli offerenti per i contratti di valore ridotto non hanno più bisogno di fornire prove per non avere precedenti condanne per negligenza, non essere in bancarotta o pagare le tasse regolarmente: è sufficiente un’autodichiarazione. Solo una volta che si è stati selezionati potrebbe essere necessario dover giustificare tale autocertificazione.

9. Scoprire chi può supportare la propria PMI.

Le aziende e le piccole e medie imprese (PMI, in inglese SME) possono trovare informazioni utili attraverso la rete Enterprise Europe – un database molto ricco di organizzazioni di supporto alle imprese con sede in numerosi paesi.

10. Verificare se si è una PMI.

Che un’azienda sia o meno una PMI è determinato da due fattori: (1) il numero di dipendenti e (2) il fatturato o totale di bilancio. Le piccole e medie imprese possono trarre vantaggio da adempimenti semplificati o bandi dedicati.

L’Unione Europea sta revisionando la definizione di PMI, comunque quella in vigore al momento della redazione di questo articolo (agosto 2018) è disponibile al link Microimprese, piccole imprese e medie imprese: definizione e ambito.

11. Descrivere l’impatto in ambito Unione Europea o in altro contesto

Se il progetto verrà finanziato, che impatto ci si aspetta si possa avere nell’ambito dell’UE oppure ad un livello più locale o più internazionale (UE – altri stati)? Aumento di posti di lavoro? Miglioramento della sicurezza? Minore impatto ambientale? Miglioramenti sociali?

In poche parole: bisogna far capire che il progetto non ha solo una visione finalizzata al lucro o al proprio vantaggio ma che può avere anche significative ricadute positive su entità diverse dall’Azienda che lo presenta.

12. Conoscere quali agenzie dell’UE aiutano la Commissione a gestire i programmi dell’UE.

Sui siti Web di queste agenzie è possibile trovare informazioni aggiornate sulle opportunità di finanziamento attraverso i loro programmi. Le principali di tali agenzie sono: Executive Agency Education, Audiovisual and Culture (EACEA)Innovation and Networks Executive Agency (INEA)Consumers, Health, Agriculture and Food Executive Agency (CHAFFEA)Executive Agency for Small and Medium-sized Enterprises (EASME) e molte altre ancora che trovate nella pagina delle Agenzie Esecutive e dei Dipartimenti della Commissione Europea.

Conclusioni

Alla base di un buon progetto ci devono essere tre fattori: una buona idea, un buon team e una buona richiesta di finanziamento. Ci auguriamo che questi semplici consigli vi siano utili nel produrre richieste di finanziamento di qualità e che vi permettano, come è accaduto a noi e ai nostri Clienti, di sviluppare i vostri progetti per tramite dei fondi UE o di altro tipo.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *